Le Arti marziali sono molto di più di quello che generalmente si sa. Non sono solo allenamento fisico ma anche equilibrio. Equilibrio mentale dato dall’allenamento a concentrarsi e alla meditazione ed equilibrio nella piena consapevolezza della gestione del proprio corpo, delle proprie capacità e dei propri movimenti. Quello che riceviamo oggi come Arte marziale nella maggior parte dei casi non ha questa base.

In Cina le arti marziali, praticate in gruppi troppo numerosi, sono proibite. Non avendo veri e propri sport nazionali la Cina ha istituito il Wu-shu che prende dalle arti marziali movimenti e forme e li estremizza facendoli diventare esercizi atletici e spettacolari… complici anche i film d’azione e ovviamente l’esibizionismo e il desiderio di la competitività e di raggiungere riconoscimenti di qualche tipo, in occidente non poteva che filtrare, nella maggior parte dei casi, il Wu-shu…. che altro non è se non uno sport, utile fisicamente ma che nulla ha a che fare con il vero spirito dell’arte marziale.

Non solo… anche trovando un corso di arte marziale TRADIZIONALE non è detto che il maestro sia in grado di trasmettere quegli insegnamenti non solo atletici ma anche filosofici e spirituali necessari per migliorare se stessi caratteristici di un’arte complessa e secolare come questa.

Da diversi anni io e Lorenzo ed altri amici abbiamo avuto la fortuna di frequentare uno di questi insegnanti. Andrea Signorini, un maestro di arti marziali tradizionali, ma anche un amico con cui viviamo, nei limiti delle nostre possibilità, questa passione per l’arte marziale e la crescita di noi stessi.

Lo stile che pratichiamo si chiama “MeiHuaZhuang” o “MeiHuaQuan” ed è uno stile tradizionale di Kung fu. Tradotto letteralmente lo stile si chiama “La boxe del fiore di prugno” o “i pali del fiore di prugno“. I due nomi si riferiscono al lato marziale e a quello meditativo e si collega al fatto che in Cina le posizioni e certi movimenti vengono allenati su alti pali di legno, il che obbliga il praticante ad acquisire un preciso equilibrio e una consapevole capacità di movimento.

Come la maggior parte degli stili di arti marziali cinesi la caratteristica di fondo è quella di saper rovesciare le forze, direzionarle dove vogliamo in linea con il principio dello Ying e dello Yang, al contrario delle caratteristiche arti marziali giapponesi che contrappongono la forza ad un’altra forza.

Praticare un’arte marziale cinese come questa vuol dire anche accorgersi come nel ns. paese l’educazione fisica non si sia mai particolarmente sviluppata. Posture completamente sbagliate si acquisiscono dall’infanzia e solo dopo qualche anno di pratica marziale si riescono a correggere… e lo stesso vale per il discorso di economia dei movimenti e del dispendio di energie che viene completamente ignorato dai nostri programmi.

Ed ovviamente vuol dire acquisire col tempo e l’esercizio degli automatismi di reazione che portano a difendere il corpo e i punti più vulnerabili in modo più efficace e immediato.

Matteo Ronci